I RICORDI DI GIANFRANCO MONTI
Mi è stato chiesto di dire due cose sulla nuova iniziativa della “Grande Uno”. Devo dire che per me anche adesso, a distanza di così tanti anni, è un vero onore. Per me la “Big One” è stata, e rimane la “Big One”. Quando ero un “pochino” più giovane, qualche anno fa, la mia radio del cuore era Radio Luxembourg, o meglio Radio Laxembergggg…tuuu-o-eiiit!! Era il 1974, ancora non esistevano le private nè in Italia, ne tanto meno che a Firenze. Mentre io, la notte, ero incollato con le mie cuffie in testa a sentire quei vocioni fantastici, che nel buio della notte parlavano a quasi tutto il mondo. Avevo deciso, avevo poco più di quindici anni, ma io quello volevo fare. Poi nascono le radio anche in Italia, ed è così che anche a Firenze nascono le private. Non ci potevo credere, era tutto vero. Io dovevo esserci. La mia testardaggine mi ha dato una grossa mano. E fu così che alla fine del 1975, riuscii ad entrare in FM.
Non erano le Onde Medie di Radio Luxembourg, ma era pur sempre parlare alla radio. Il mio sogno che si realizzò. Appena intercettai Radio One, me ne innamorai subito. Capii subito, che chi aveva creato quella radio, veniva dal mio stesso innamoramento, quella radio, Radio Luxembourg, che trasmetteva in onde medie. Già ero molto fortunato perché stavo realizzando il mio sogno, trasmettere alla radio, ma il passo successivo era quello di poter entrare dentro la Big One, la radio che più si avvicinava allo stile di radio che amavo. I jingles, la musica, i vocioni che ricalcavano la mia mitica “Two O Eight”. Mi piaceva da matti Denys, che non aveva quel vocione che lo accompagnava, ma aveva in se’ tutto quello stile britannico di trasmettere che a me piaceva da matti. Denys era anche colui che dirigeva la radio, e un giorno, presi coraggio, alzai il telefono, lo chiamai e mi proposi. In maniera molto gentile ed educata, come ancora è, mi disse: “Gianfranco grazie mille per la tua telefonata ma in questo momento siamo al completo”. Feci labbrino, come direbbe il mio amico Pieraccioni, ma mai li ho abbandonati. Come potevo abbandonare Gianni, Eddy, Stefanone con il suo accento smaccatamente fiorentino, grande intenditore di musica. Certo non dimentico cari amici come Pino, Phil, Vincent DJ, che abbraccio forte, e il grande Enzo. Enzo Mazzei, che purtroppo proprio in quegli anni, ci ha lasciato. Colui che trasmetteva anche 5 ore di fila, e riusciva a fare la quinta ora come la prima. Un vero fuoriclasse. Senza dimenticare la Patrizia. Devo dire che lei mi affascinava molto, perché in un mondo che sembrava quasi del tutto rivolto al maschile, lei riusciva a distinguersi, a tenere testa alla grande con la sua bravura.
Poi negli anni successivi sono entrati a far parte di quel gruppo, di quello spogliatoio, come si direbbe in termini calcistici, tanti altri amici come Fabrizio, Davide ed Enrico. Chiedo scusa a coloro che ho dimenticato. Nel mezzo c’era anche il mio “fratellino” Alberto Lorenzini che tanto mi faceva incazzare perché aveva la “zeppola”. Sì, gli mancava totalmente al Z. E io mi domandavo: “ma come c…. fa a trasmettere nella mia Big One, uno che non ha la Z.” Quello stesso personaggio, che poi anni dopo ho ritrovato a Videomusic, e con cui ho avuto l’onore di poter fare coppia professionale. Il mio percorso sul “nazionale”, sia radiofonico che televisivo, è stato fatto con lui, fino a che nel 2002, anno in cui la vita lo ha costretto a fermarsi ai box.
Il mio percorso è proseguito, ma devo dire che è stato come se mi mancasse sempre una parte di me. All’inizio degli anni novanta, fui chiamato da Enrico per andare a trasmettere a Radio One. Non era la stessa Radio One, ma comunque sia, ho toccato quel mixer, ho messo quei jingles, rigorosamente in versione Stereo 8, e poter parlare da quel microfono. Facevo già parte di una televisione seguitissima che mi permetteva di stare sul nazionale, ma l’emozione di poter trasmettere anche alla Big One, era comunque una cosa speciale. Per me la Big One non si è mai fermata. Quindi non posso che augurare a Radio One di avere una vita infinita.
Con amore.
Gianfranco Monti
Gianfranco Monti allora
Gianfranco Monti adesso





