I ricordi di Claudio Tilesi

Radio One… che storia!

Era una notte buia e tempestosa… e nonostante questo i nostri eroi erano a Monte Morello, il punto più alto facilmente raggiungibile nei dintorni di Firenze, ad ascoltare la radio, l’unica che avesse ragione di esistere e di essere ascoltata: Radio Luxemburg.
Ancora non lo sapevamo, era la fine degli anni sessanta inizi settanta, ma in quelle notti di ascolto si stava annidando il seme di quella che a distanza di pochi anni sarebbe nata, una radio tutta nostra che avrebbe trasmesso solo musica che piaceva a noi.

Chi erano quei nottambuli? I soliti noti Denys, Riccardo (detto Riccardino), Sandro, Daniele, Berto e altri amici del gruppo storico cresciuti insieme fin dalle scuole medie con il mito della musica inglese prima e americana poi.. o viceversa, non ricordo, comunque per quella roba lì che niente aveva a che fare con la musica melodica italiana.

Con un salto temporale arriviamo direttamente al 1975 quando i tre moschettieri Denys, Riccardino e Claudio dopo lunghe riunioni dove ognuno di noi cercava di convincere l’altro della bontà delle proprie idee, decisero che era arrivato il momento di alzare la prima antenna su Firenze e inondarla di buona musica con la nascita di RADIO ONE.

Non fu facile, all’epoca non c’era disponibilità di prodotti per le trasmissioni radio in FM disponibili sul mercato se non quelli professionali a costi esorbitanti per noi, quindi tutto fu fatto partendo da zero tutto con le nostre finanze e le nostre mani e di chi ci aiutò nel processo. Ad ottobre del 1975 accendemmo il primo trasmettitore dalla sede di Firenze e con il passare dei mesi arrivò anche il successo di ascolti a tal punto che ci convincemmo che era arrivato il momento di aumentare il nostro raggio di copertura con l’aggiunta di un ripetitore.

ED E` PROPRIO QUELLO E’ L’ANEDDOTO CHE VI RACCONTERO`

Denys, la forza trainante del trio, dopo lunghe ricerche aveva individuato in Monte San Michele il posto ideale dove collocare il nostro ripetitore (che fu poi seguito da molti altri). Per questo avevamo acquistato e modificato una enorme antenna a 16 dipoli lunga almeno sei metri che avevamo parcheggiato nel magazzino di Enzo il nostro bravissimo tecnico, senza il quale niente avremmo potuto fare.
Nel frattempo Riccardo di Livorno (detto Riccardone) altro amico del gruppo, era riuscito a reperire un furgone di imprecisata provenienza e privo di documenti che io ero riuscito a far modificare da un amico fabbro saldando grate di sicurezza, chiusure con grossi lucchetti e varie pannellature anti-scasso.
Per mancanza di tempo e denaro non lo riverniciammo, ma cosi facendo creammo alla vista un furgone simile a quello di una “Banda Bassotti” scalcinata e sgarrupata.

Il D-Day arrivò di notte come spesso succedeva in quegli incredibili anni settanta con il trasporto di tutta l’attrezzatura necessaria per installare il primo ripetitore.
Un primo piccolo problema lo avemmo nel piazzare l’antenna sul tetto del furgone in quanto eccedeva di gran lunga la lunghezza dello stesso, risolto con pezze di stoffa appese davanti e dietro, sperando così di non creare pericolo ai pochi automobilisti ancora a giro per le strade a quell’ora.
Il “commando” era così composto: Claudio alla guida del furgone Denys accanto e Riccardino con la macchina di Denys al seguito.
Poco dopo la nostra partenza e appena attraversato il ponte sul fiume Arno una macchina della Polizia con tanto di lampeggianti accesi ci sbarrò la strada obbligandoci a fermare.
Le mie labbra si mossero appena per dire sottovoce a Denys “siamo nella merda”!
Buona sera, disse il Poliziotto, favorisca i documenti.
in modo cortese porsi la mia patente di guida e contemporaneamente chiesi a Denys di darmi i documenti del furgone (ben sapendo che non li avevamo).
Poliziotto: sapete che per questo tipo di trasporti dovete avere dei cartelli appositi e che comunque non potete eccedere oltre 30 centimetri e inoltre, per quale ragione questo furgone ha tutte queste saldature, cosa intendete fare?
Io: sì, capisco che sembri una cosa strana, ma vede noi siamo i fondatori di Radio One stiamo andando ad installare il primo ripetitore a Monte San Michele e questa è la strada più veloce per uscire dalla città, immagino avrà letto di noi sui giornali o sentito la nostra radio e…
Poliziotto: va bene ho capito ma adesso mi dia i documenti del furgone!
“Guarda, non li trovo, ma scusa non dovevi prenderli te?” rispose Denys cercando di sembrare il più sincero possibile, e subito io assicurai che li avremmo potuti fornire il giorno dopo.
Il poliziotto ci guardò in modo interdetto ma non gli diedi il tempo di fare un’altra parola perché lo incalzai con la mia domanda:
Per curiosità perché lei ci ha fermati?
Poliziotto: perché un furgone davanti e un’auto dietro normalmente sono ladri che vanno a fare un furto… ma voi non mi sembrate per niente tali.
Certo che siamo persone oneste (dissi io) siamo DJ e facciamo musica e…
ma fui subito interrotto e per un attimo temei il peggio.
Poliziotto: bene ho capito tutto disse restituendomi la patente. Andate pure ma se qualcuno vi ferma e in particolare se lo fanno i Carabinieri noi non vi abbiamo mai visto… buonasera, e se ne tornò all’auto dove lo aspettava il suo collega.

Questi erano gli anni settanta quando ancora di fronte a bravi ragazzi in buona fede, anche se non in regola con le norme, un Agente era disposto a chiudere un occhio!

E cosi nel mezzo della notte arrivammo a Monte San Michele e dopo poco arrivò anche l’alba. Con sforzi per noi disumani riuscimmo a piantare il palo con sopra l’antenna e collegarla in modo stabile al furgone.
Denys in precedenza era riuscito a convincere il fornitore di energia (Enel) che aveva una postazione poco lontano, a farci un allacciamento volante e a permetterci di avere una buona potenza a disposizione. Alla fine di un giorno intero di lavoro accendemmo il ripetitore e dopo aver attivato il collegamento con la sede finalmente fummo in onda anche da Monte San Michele!
Non c’è bisogno di dirlo che tornammo a notte fonda a Firenze stanchi ma contenti del nostro lavoro e ancor di più di aver trovato un Poliziotto dal cuore d’oro.
Di avventure radiofoniche ovunque ne seguirono tante altre, ma quella particolare notte resto`nella mia mente come una delle piu`epiche e mitiche da ricordare e raccontare nella storia di Radio One.

Claudio Tilesi

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Claudio Tilesi, esordio nel primissimo Studio 1

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