I RICORDI DI GIANNI BELLANDI
Avevo iniziato a correre con i Go Kart e poi in auto già da qualche anno e non ricordo esattamente come andò, ma nel 1977 mi ritrovai nella sede di Radio One, la mia stazione preferita, per un colloquio con l’allora Direttore Riccardo Tacchini. Ebbi la sua fiducia e fui messo ad affiancare l’indimenticabile Giovanni di Pillo che conduceva la trasmissione Formula One. Lui con la sua innata bravura, fantasia e scaltrezza raccontava principalmente di Moto e delle gare di Formula Uno. Io mi trovavo per la prima volta davanti ad un microfono e cercavo di darmi un tono professionale e di modificare un po’ il mio timbro di voce acerba e non preparata, ma la passione che avevo per le auto mi portò presto a trovare anche la sua fiducia con il risultato di ottenere spazio nei commenti e nei resoconti delle gare. All’epoca le dirette erano affidate solo alla Rai con il commentatore Mario Poltronieri, ma ogni lunedì sera alla Stazione ferroviaria di Firenze arrivava in edicola il settimanale Autosprint, la “Bibbia” per noi appassionati. E così, dopo averlo letto, in trasmissione era molto più facile raccontare le vicende della Formula Uno e non solo. Era per me un divertimento unico e conoscere poi le “Voci” della Radio più ascoltata in Firenze era un onore ed un vanto. Giovanni pote così dedicarsi alle Moto ed io alle Auto. Continuando a correre, allora nella Coppa Renault 5, che faceva da antipasto alla Formula Uno a Monza ed Imola, avevo l’opportunità di vivere anche se ai margini, il mondo della massima Formula osservando i Piloti, le auto e lo scintillante Glamour che accompagnava il Circus raccontandolo poi ai microfoni durante la nostra trasmissione, anche se per me il Mixer e tutti quei pulsanti della consolle erano e rimasero sconosciuti per sempre. Ci pensava il buon Giovanni a fare da regia e proprio grazie a questo ed alla sua fantasia, decidemmo di provare un resoconto in diretta da Imola terminata la mia gara (ed con ancora con indosso la mia tuta da Pilota) proprio durante quella della Formula Uno. Mi accaparrai così un sacco di gettoni telefonici e dal Paddock del Circuito dentro una cabina SIP dalla quale riuscivo ad intravedere il tabellone dei passaggi, telefonai a Giovanni che era negli Studi quella Domenica per raccontare in diretta cosa stava succedendo. Il frastuono delle auto copriva quasi la mia voce , ma sino a che ebbi gettoni disponibili, riuscì a raccontare cosa vedovo o percepivo. Fu emozionante ed al termine Giovanni mi disse che era andato tutto bene (chissà se e quanti mi ascoltarono). Sulla scia di questo esperimento, Giovanni ne inventò un’altra senza però dirmelo. Qualche settimana dopo, mentre ero a casa a guardare il Gran Premio di Montecarlo che da li a poco sarebbe iniziato, mi squillò il telefono. Quando risposi sentì la voce di Giovanni che dal microfono della Radio annunciava il collegamento in diretta con me quale Inviato Speciale dalla città monegasca, per trasmettere le prime fasi della gara. Rimasi di sasso, ma senza perdermi d’animo andai subito ad alzare il volume del televisore che fortunatamente avevo vicino ed iniziai a parlare urlando per sovrappormi alla voce di Poltronieri. Così per i primi tre giri fui io a raccontare in “diretta da Montecarlo” cosa vedevo sullo schermo… Anche quello e con quei mezzi, mi dissero poi, fu un successo. Anche io dotato di fantasia ed avendo da poco creato il mio Studio di pubblicità, pensai a come coinvolgere gli ascoltatori della Radio premiandoli durante la settimana precedente il Natale del 1978. Nacque così il Concorso “Caccia all’auto” per il quale feci un accordo con la locale Concessionaria Alfa Romeo AUTOVAMA che doveva presentare una nuova versione dell’Alfa Sud e raccolsi più di cento premi messi in palio dai negozianti del Centro fi Firenze. Per vincere i premi occorreva semplicemente sintonizzarsi su Radio One in determinati orari, capire dove si sarebbe trovata l’Alfa Sud (nel pieno Centro di Firenze allora si poteva circolare..) con il Driver (io) e la Hostess a bordo, fermarla e pescare da una scatola di scarpe rivestita di carta rossa una delle cento buste contenenti la descrizione del premio e poi andarlo a ritirare nel negozio corrispondente. Per il successo che riscosse, il Concorso fu ripetuto poi nel 1980 con la neonata FIAT PANDA per la quel riuscì a coinvolgere la Direzione Fiat Toscana che divenne poi, fra l’altro mio Sponsor. Poi fu la volta del Concorso “Capitano Acquafresh” per il quale giravo Firenze a bordo di una Fiat 127 Top blu vestito da marinaio dispensando le signore davanti all’ingresso dei supermercati con dentifrici e saponi liquidi. Ricordo con piacere anche le tante notti di giochi e scherzi nelle ville abbandonate sulle colline di Firenze e di aver anche acquistato la Fiat 500 R di Pino Buonandi , non prima di averla testata scendendo le scale della Stazione di Firenze.. Ma la cosa più bella di tutte fu l’Amicizia con tutti i personaggi della Radio che ancora oggi esiste ben radicata e si sta amplificando dallo scorso anno. Devo infine ringraziare Radio One per avermi insegnato la padronanza del microfono che è diventata oggi una delle mie principali attività commentando gare ed eventi motoristici in giro per il mondo. Grazie BIG ONE ! Hai fatto e fai ancora parte della mia vita.
Gianni Bellandi
Gianni Bellandi allora, con Giovanni Di Pillo & Eddy
Gianni Bellandi adesso
Gianni Bellandi adesso





