I ricordi di Armando Serra

Negli anni 70 ero un adolescente, affascinato dal fenomeno delle radio e TV locali.
A Livorno, dove abitavo e risiedo tutt’ora, anche con un apparecchio modesto si potevano ricevere molte delle emittenti che trasmettevano in Toscana, e buona parte di quelle della zona nord occidentale della regione.
Tra la fine del 1978 e gli inizi del 1979 un mio caro amico, che abitava al sesto ed ultimo piano di un condominio della zona sud della città, senza alcun ostacolo in direzione nord ovest e con un antenna a dipolo a 4 elementi collegata ad un buon sintonizzatore, mi fece ascoltare questa Radio di Firenze, Radio One per l’appunto, dallo stile unico e dalla programmazione musicale che non aveva confronti con le altre.
E su Radio One ebbi occasione di ascoltare per la prima volta i Police.
A casa, non potendo mettere una antenna esterna, mi organizzai con un lungo filo di rame che attaccai all’estremità dell’antenna telescopica del mio radioregistratore portatile, per ‘catturare’ il segnale della Big One…
All’attivazione del trasmettitore del Castellaccio, sui 93.1 Mhz mi fu possibile ascoltare l’emittente dismettendo il filo di rame. Credo proprio il 1 ottobre 1980 ascoltai la carrellata dei Disco One selezionati dalla Radio per celebrare i suoi primi cinque anni di vita: un tempo lunghissimo, sia per la volatilità delle emittenti radiofoniche, che per un ragazzo come che come me non aveva ancora vent’anni.
Grazie a quella frequenza Radio One guadagnò ascoltatori e popolarità anche sulla costa Toscana. Mi ricordo i jingles pubblicitari di esercizi commerciali della zona, come la boutique La Gritta di Castiglioncello, che nel periodo estivo degli anni ’80 era quasi una Firenze a mare.
Il jingle era memorabile: tutto in inglese con un bella base rock (che però non riesco a ricordare…), e faceva più o meno così:
Best fashion for young guys come from Western summer coast.
La Gritta: more colors, more fashion, more clothes.
La Gritta: Castiglioncello.
La Gritta: if you really want to.
Anche questo, un bell’esempio di stile e classe, che rendeva Radio One degna si competere con i network nazionali che si sarebbero sviluppati di lì a poco.
Quasi inutile citare il jingle della fine delle trasmissioni in italiano ed inglese di Denis, la splendida canzone dei Chilliwack che si sentiva solo su Radio One, e i bei non stop che mi capitava non di rado di ascoltare fino a notte inoltrata…
Sono stato un entusiasta promotore dell’emittente, per cui, al margine di una visita al Riaf del 1981, trascinai i miei amici in visita agli studi di Via Orti Oricellari dove fummo accolti con gentilezza e disponibilità, e scambiammo qualche convenevole con il caro Enzo Mazzei, che con il medesimo tono con cui si esibiva al microfono ci intrattenne parlando dei viaggi col ‘Canapone’, il treno che pure lui utilizzava per raggiungere Firenze da Pisa…
Non passò molto tempo, e la frequenza venne silenziata da un incidente, probabilmente doloso, come purtroppo accadeva nel periodo di espansione delle radio locali.
All’epoca era un pò difficile reperire informazioni: bastava saltare l’acquisto del quotidiano locale e si perdevano le notizie minime, almeno nella prospettiva della mia zona.
Così scrissi a Radio One, che poi mi rispose con una lettera dal testo impeccabile, con stile radiofonico, che poteva essere letta da Gianni o Denis, che confermava l’incidente del trasmettitore, e l’impegno per un suo veloce ripristino.
Altra nota di stile: il nastro della macchina per scrivere era messo a metà tra il rosso e il nero, e il testo era quindi bicolore, completando con il bianco della carta i colori sociali dell’emittente.
Conservo ancora i Vostri adesivi, ma non sono riuscito a recuperare la lettera che avevo conservato, e che spero di ritrovarla e farvela avere.
Inutile aggiungere che, per i ragazzi della mia generazione, tra la fine degli anni 70 e gli inizi degli anni 80, era veramente il massimo poter collaborare in una Radio, e in quella che fu la mia modesta esperienza radiofonica nelle radio locali di zona, per quanto vissuta con entusiasmo, impegno e passione, Radio One fu per me un vero punto di riferimento per organizzare programmi, scalette musicali e stile di conduzione.
Perso il segnale della Big One, e cercando valide alternative, l’ascolto di Rete 105 o di Milano International che arrivarono sul finire degli anni 80 in Toscana mi convinsero di più dell’eccellenza di questa emittente.
La fortuna di averla conosciuta compensa quella piccola punta di rimpianto per la mancata occasione di veder emergere Radio One a livello nazionale, come è successo ad esempio emittenti come Radio Subasio o Radio Dimensione Suono, tanto per fare degli esempi, che agli inizi in particolare scimmiottavano stile e formati di altre radio.
Mi fermo qui…
Un caro saluto e complimenti per la bella iniziativa!

Armando Serra, Livorno

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